Pimento ad Avezzano: due cuori e…un ristorante!

Pimento ad Avezzano: due cuori e…un ristorante!

24 giugno 2018 0 Di Franco Santini
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Nel romanzo storico di Ana Seymour c’era una capanna a posto del ristorante, ma il concetto è lo stesso. Manuel ed Erika sono due ragazzi giovani che ci stanno provando. Hanno scelto un terreno difficile su cui giocare: proporre una cucina gourmet, fatta di tecnica e selezione delle materie prime, in un luogo che verso questo tipo di proposte non ha mai dimostrato molta “sensibilità”. 

In cucina lui, in sala lei. Per adesso lavorano da soli: occorre risparmiare per pagare i conti ed impostare un progetto di crescita graduale. Manuel si forma alla scuola alberghiera dell’Aquila, poi una dozzina d’anni in giro a fare gavetta e formazione. L’esperienza più lunga e significativa quella nella brigata dell’Angolo d’Abruzzo del grande Lanfranco Centofanti, riferimento storico della ristorazione tradizionale abruzzese. 

La sua cucina si basa su una buona tecnica messa al servizio di un prodotto selezionato con cura. Le carni ed il pesce – tra cui un occhio di riguardo, per ragioni territoriali, va a quello di lago – sono prese da allevatori e pescatori veri, niente prodotti prefeconfezionati o da grande distribuzione.

Si parte dagli antipasti. Per scelta non troverete il classico tagliere di salumi e formaggi (“altrimenti tutti ordinano quelli e non assaggiano i miei”). Abbiamo provato un miniburger di persico, che mangi in un sol boccone predisponendoti già di buonumore.

A seguire una tartare di manzo con cremoso di parmigiano, aspretto di pomodoro e verdurine di stagione.

Un uovo panato e fritto, su carciofino alla giudia e guanciale croccante: piatto veramente gustoso e dove la tecnica di Manuel emerge con chiarezza.

Come primi piatti abbiamo scelto una pappardella all’uovo con mousse di melanzane affumicate, insolita per il fatto che si tratta di una pasta “ripiena” in un formato inusuale.

E dei tortelli di cinghiale con spuma di cipollotto e vin brulè: un piatto “fusion” dove la forza del cinghiale è mitigata da una marinatura in curry che lo rende speziato e delicato.

Passiamo ai secondi e iniziamo con un saltimbocca di persico e melone, omaggio alla cucina di lago col dolce del melone che equilibra e stempera il sapore forte del persico. I puristi avrebbero qualcosa da ridire: a me, che non amo pesci troppo intensi, non è dispiaciuto.

Il piatto migliore della serata arriva con l’agnello al pimento, con chips di cipolle rosse, friggitelli e mosto cotto, affumicato al legno di ginepro e Jack Daniel’s, presentato non a caso come “cavallo di battaglia” dello chef. La carne viene dall’allevamento di Gregorio Rotolo, il pastore di Scanno noto in tutta Italia per l’eccellenza della sua produzione. La lavorazione è quella ormai classica a bassa temperatura, col risultato di una carne succulenta e tenera, esaltata dalla delicata speziatura del pimento. Gran piatto!

Chiudiamo con i dessert, tra cui il più interessante era composto da praline di cioccolato bianco aromatizzate al limone, con finocchio essiccato e biscotto emmanuel: ha la consistenza di un gelato e ti lascia con un retrogusto fresco e piacevole.

La carta dei vini – un po’ “standard” e meritevole di una maggior personalizzazione – spazia un po’ in tutta Italia, con qualche “chicca” regionale (vedi vini di Valentini e Pepe) e qualche bollicina d’oltralpe. Curiosa la carta delle acque, con alcune acque minerali dalle caratteristiche chimico-fisiche diverse. La spontaneità e il sorriso di Erika vi faranno essere indulgenti con qualche lungaggine nei tempi.

I progetti in cantiere sono tanti. A breve partirà un servizio di take-away a pranzo per gli uffici ed i professionisti di zona e in cantiere c’è una formula brunch per famiglie, la domenica a pranzo, con angolo gioco/laboratorio didattico per bambini. Insomma,  in bocca al lupo!

 

Credits: le foto sono di Ilaria Pellicane

Sono abruzzese anche se ormai “trapiantato” a Roma. Ho studiato per fare l’ingegnere ma poi ho scoperto che il mondo della comunicazione digital e l’enogastronomia sono più divertenti. Scrivo di vino, viaggi del gusto e divulgazione tech da una ventina d’anni. Collaboro con diverse testate e guide nazionali del settore enogastronomico, organizzo eventi e degustazioni, e nelle mie vene scorre un fluido che è per metà sangue e per l’altra metà Montepulciano d’Abruzzo (…con tracce di Pecorino e Cerasuolo).