Cerasuolo d’Abruzzo: tre rosati imperdibili per l’Estate che arriva!

Cerasuolo d’Abruzzo: tre rosati imperdibili per l’Estate che arriva!

5 luglio 2018 0 Di Franco Santini
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Cerasuolo: un nome che ai più non dice molto, ma che per gli abruzzesi resta invece un vino simbolo, un testimone fedele dell’antica civiltà contadina della nostra regione.

Per saperne di più leggete la nostra pagina dedicata Cerasuolo d’Abruzzo.

Quando l’estate si affaccia con i suoi primi caldi, compare puntuale sulle tavole d’Abruzzo, scintillando nel bicchiere con tutte le sfumature del rosa, e allietando prima gli occhi e poi il palato. I rosati in generale – e di conseguenza anche il Cerasuolo – per troppo tempo sono stati ingiustamente considerati “vinelli”. Sono invece di prodotti di gran dignità, che alla freschezza e bevibilità tipica dei bianchi, aggiungono una struttura e complessità che li avvicina ai rossi, rendendoli di fatto perfetti tanto come bevanda a tutto pasto, quanto come semplice aperitivo da bere fresco.

Tra le zone “che vinificano in rosa”, l’Abruzzo è forse quella che gode di maggior fama: è una delle poche regioni italiane (insieme a Puglia e alcune zone del Trentino) dove si può parlare a pieno titolo di “scuola” o tradizione rosatista. Se altrove l’approccio col rosato è recente e dettato principalmente da motivazioni commerciali (della serie…se il rosa “tira”, facciamolo anche noi!), i Cerasuoli dei migliori produttori sono da tempo ben noti sia in Italia che all’estero.

Dopo oltre 40 anni in cui il Cerasuolo è stato classificato come sottotipologia della DOC Montepulciano d’Abruzzo, i produttori hanno ritenuto opportuno dare a questo vino una propria specifica identità richiedendo il riconoscimento della DOC “Cerasuolo d’Abruzzo” giunta negli ultimi anni.

Ma veniamo ai tre Cerasuoli che non potete non bere quest’Estate:

 

Cataldi Madonna (AQ) – Piè delle Vigne 2016

Più che un rosato, un “rossastro”, vino a tutto tondo, senza frivolezze. Colore carico, tanta materia ma con la dinamica e l’acidità che gli viene dalla montagna aquilana. Elegante, ricco, persistente, è il più “aristocratico” dei rosati. Esce dopo due anni per scelta, in modo da assecondare il suo carattere ambizioso. Un vino bandiera di un’azienda che non delude mai.

Prezzo: intorno ai 15€

 

 

Torre dei Beati (PE) – Rosa-ae 2017

Pulizia, tecnica, carattere e spensieratezza in questo rosato che è sempre tra i più buoni della regione. Colore didattico, profumi seducenti, mineralità e beva trascinante. Torre dei Beati è ormai una realtà che resta volutamente piccola nei numeri ma impressionante per costanza qualitativa di tutta la gamma di produzione. Bere meglio a questo prezzo è davvero difficile!

Prezzo: intorno ai 10€

 

 

Praesidium (AQ) – Cerasuolo 2017

Cerasuolo di stile tradizionale, ottenute da vigne vecchie e rese bassissime. Ottaviano Pasquale è un artigiano del vino che non accetta compromessi. Prodotto “contadino” che però troverete facilmente su molte tavole di chef stellati. Perchè? forse per il fatto di avere un sapore e una vocazione gastronomica come pochi altri vini?

Prezzo: intorno ai 15€

 

Sono abruzzese anche se ormai “trapiantato” a Roma. Ho studiato per fare l’ingegnere ma poi ho scoperto che il mondo della comunicazione digital e l’enogastronomia sono più divertenti. Scrivo di vino, viaggi del gusto e divulgazione tech da una ventina d’anni. Collaboro con diverse testate e guide nazionali del settore enogastronomico, organizzo eventi e degustazioni, e nelle mie vene scorre un fluido che è per metà sangue e per l’altra metà Montepulciano d’Abruzzo (…con tracce di Pecorino e Cerasuolo).