Report annate del vino in Abruzzo

Report annate del vino in Abruzzo

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In questa pagina troverete costantemente monitorate ed aggiornate le ultime annate commerciali di riferimento per i vini prodotti in Abruzzo. Una sintesi di assaggi ripetuti, fatti durante l’anno, in occasione di eventi, degustazioni pubbliche e private, commissioni di selezione per guide di settore e riviste enogastronomiche.

Per una panoramica generale potete leggere la nostra pagina di introduzione sul vino in Abruzzo

I Vini Bianchi Abruzzesi

L’Abruzzo in bianco si riassume in un confronto a due: trebbiano vs pecorino.
Esistono tanti altri vitigni autoctoni – cococciola
, malvasia, moscato, montonico, passerina –  ma è indubbio che numeri alla mano sono questi due i protagonisti in bianco dell’enologia abruzzese. 

“L’impressione generale è che il Trebbiano, dopo la bella novità degli esperimenti in fermentazione spontanea di qualche anno fa, si sia fermato e che il Pecorino, grazie all’esperienza accumulata dai produttori e alla maggior maturità degli impianti, stia crescendo”. Lo vado scrivendo da tempo e lo confermo ancora di più oggi.

E lo dico con un piccolo magone in gola perché è innegabile che il vero bianco d’Abruzzo dovrebbe essere il Trebbiano. Per storia, valore produttivo e simbolico meriterebbe migliori ribalte. E invece siamo sempre qui a fare la conta con vinelli corretti e piacevoli, quando si è fortunati, e con i soliti 4-5 che si staccano anni luce dalla media e che ben figurano, a mio avviso, tra i grandi bianchi d’Italia. E sono in primis i produttori che sembrano non crederci, scoraggiati senz’altro dalle difficoltà commerciali: in giro se provi a vendere un Trebbiano, se sei fortunato, ti guardano storto! Alcuni però, imperterriti e cocciuti, ci puntano ancora.

Leggi qui i migliori Trebbiano d’Abruzzo 2017

grappolo di trebbiano abruzzese

Il Trebbiano d’Abruzzo ne esce sminuito, anche perché dall’altro lato il “rivale” Pecorino continua a crescere. Abbondano ancora, per carità, le versioni dolcione e ruffiane, figlie di un’enologia ingenua e di corte vedute che strizza l’occhio ad un mercato standardizzato e poco attento, ma è anche innegabile che la crescita, sia in termini di numerosità delle etichette in circolazione che di qualità media complessiva, è continua.  Sono sempre di più i Pecorini ben fatti, capaci di coniugare la generosità (di profumi, di sapore, di zuccheri, di tutto…) del vitigno con un’acidità salvifica e talvolta tagliente, che gli dona dinamica e allungo.

Nelle espressioni migliori (e ormai ne conto una buona dozzina) mi fa pensare ad un muscoloso quattrocentista statunitense, di stazza atletica imponente ma capace di mantenere velocità ed agilità per tutto il giro di pista.

Leggi qui i migliori Pecorini Abruzzesi 2017

I Vini Rosati Abruzzesi

In maniera un po’ provocatoria, e consapevole di rischiare una “scomunica”, preferisco parlare di “rosati” e non più di Cerasuolo. E’ innegabile infatti che il Cerasuolo, il vino più tradizionale e abruzzese che ci sia, è oggetto di un processo di “revisione” sia nel disciplinare che nelle teste dei produttori, senza che sia ancora ben chiaro dove si andrà a parare.  

Il Cerasuolo d’Abruzzo è vino che ha sempre avuto specifiche caratteristiche e qualità, a partire dal colore, “cerasa” per l’appunto. E’ in atto tuttavia un processo di “alleggerimento” cromatico evidente, che, sulla spinta di una più facile penetrazione nei mercati internazionali (dove a comandare è il modello di rosè alla francese, color buccia di cipolla), porta ad una serie di vini spesso assai piacevoli e divertenti, ma che poco hanno a che fare col Cerasuolo tradizionale abruzzese.

Polemiche a parte, l’annata commerciale 2017 mi è parsa molto interessante: pochi vini indimenticabili, ma tante bottiglie schiette, gustose, piacevoli già alla vista e che sapranno donare gioia e rilassatezza alle bevute estive. 

Leggi qui i migliori Cerasuolo d’Abruzzo 2017

calici di vini rosati abruzzesi

I Vini Rossi Abruzzesi

Passando ai rossi salto a piè pari il giudizio sulla 2017 perché per me il Montepulciano d’Abruzzo d’annata ha poco senso (è un mio limite, lo so).

La difficoltà maggiore, in questo caso, è trovare un’annata di riferimento che possa servire per valutare la produzione in rosso abruzzese nel suo complesso. A contrario di quanto accade con le più importanti denominazioni del nostro paese (vedi Brunello di Montalcino, Barolo, Barbaresco e così via) in Abruzzo i produttori hanno l’abitudine di immettere in commercio le annate più disparate.

Nelle sessioni di assaggio guidaiole me ne sono capitate almeno una decina, dalla 2017 alla 2008! Diciamo che, numeri alla mano e provando a fare un timido tentativo di sintesi, l’annata commerciale di riferimento per i nuovi rossi abruzzesi dovrebbe essere la 2016 per i Montepulciano d’Abruzzo base e la 2015 per il Montepulciano d’Abruzzo riserva.

Nelle nostre pagine troverete ampie recensioni anche delle annate precedenti. Nel frattempo:

Leggete qui i migliori Montepulciano d’Abruzzo 2016 e qui i migliori Montepulciano d’Abruzzo 2015